Tranquillità di fronte alla notizia del donatore danese: perché in IGIN non può verificarsi un caso simile

Negli ultimi giorni ha destato preoccupazione la notizia di un donatore di seme danese portatore di una mutazione genetica associata a un rischio maggiore di cancro, le cui donazioni sono state utilizzate per anni in diversi paesi europei, compresa la Spagna. Vogliamo iniziare questo articolo con un messaggio chiaro e rassicurante: uno scenario del genere non può verificarsi nella pratica clinica attuale di IGIN.

Abbiamo ricevuto domande da parte di pazienti preoccupati, cosa del tutto comprensibile di fronte a informazioni di questo tipo. Per questo riteniamo importante offrire contesto, informazioni rigorose e tranquillità, spiegando cosa sia accaduto esattamente e perché si tratti di un caso eccezionale, legato a donazioni passate e a un quadro normativo che oggi è cambiato radicalmente.

Cosa è successo esattamente?

Secondo le informazioni pubblicate da diversi media, il donatore era portatore di una rara mutazione genetica associata alla sindrome di Li-Fraumeni, che aumenta il rischio di sviluppare determinati tipi di cancro nel corso della vita.

Questo donatore ha iniziato a donare molti anni fa, in un momento in cui i test genetici disponibili non permettevano di rilevare questo tipo di mutazioni in modo routinario. I suoi campioni sono stati distribuiti per un lungo periodo a cliniche di diversi paesi, senza che esistesse un sistema internazionale unico che ne controllasse centralmente l'utilizzo.

Di conseguenza, un singolo donatore arrivò a generare un numero molto elevato di discendenze in diversi paesi, cosa oggi difficile da immaginare, ma resa possibile dalla mancanza di coordinamento e tracciabilità internazionale in quel periodo.

Perché è un caso eccezionale?

Questo caso riunisce diverse circostanze poco comuni:

  • Una mutazione genetica estremamente rara.

  • Donazioni effettuate per molti anni.

  • Distribuzione internazionale del seme senza un registro europeo comune.

  • Assenza, all'epoca, di sistemi di tracciabilità come quelli esistenti oggi.

Non si tratta di un errore puntuale di una singola clinica, bensì di un esempio dei limiti che esistevano anni fa nella regolamentazione e nel coordinamento internazionale, soprattutto quando intervenivano banche del seme operanti in più paesi.

Come funziona oggi il sistema in Spagna?

Il quadro spagnolo della riproduzione assistita è uno dei più severi d'Europa. Esige:

  • Anamnesi completa del donatore.

  • Valutazione medica e psicologica.

  • Studi genetici approfonditi.

  • Limiti legali molto chiari sul numero di nati per donatore.

  • Tracciabilità obbligatoria di ogni campione utilizzato.

Inoltre, dal 2018 la Spagna dispone di uno strumento chiave per rafforzare la sicurezza.

SIRHA: tracciabilità e controllo

Dal 2018 è operativo il SIRHA (Sistema di Informazione sulla Riproduzione Umana Assistita), un registro nazionale che assegna un codice unico a ogni donatore e a ogni campione.

Questo sistema consente di:

  • Sapere esattamente quante volte è stato utilizzato un donatore in tutto il territorio nazionale.

  • Evitare duplicazioni tra cliniche.

  • Bloccare automaticamente l'uso di un donatore quando si raggiungono i limiti legali.

  • Garantire una tracciabilità reale e centralizzata.

Grazie a questo sistema, uno scenario come quello del donatore danese sarebbe oggi straordinariamente improbabile all'interno del sistema regolato spagnolo.

La pratica in IGIN

In IGIN, oltre a rispettare rigorosamente tutta la normativa spagnola e il registro SIRHA:

  • Non lavoriamo con banche di seme estere.

  • Tutti i donatori seguono circuiti di selezione e controllo conformi alla legislazione spagnola.

  • Vengono effettuati studi genetici e controlli approfonditi prima che qualsiasi campione possa essere utilizzato.

Ciò significa che il caso descritto nelle notizie non fa parte della nostra pratica clinica né dei nostri circuiti di lavoro.

Tranquillità

Comprendiamo che notizie come questa possano generare inquietudine, soprattutto nelle persone che sono in trattamento o lo stanno considerando. Tuttavia, è importante distinguere tra:

  • Casi eccezionali, legati a donazioni passate e a contesti normativi ormai superati.

  • Il funzionamento attuale del sistema spagnolo, basato su regolamentazione, controllo, tracciabilità e sicurezza.

La riproduzione assistita in Spagna si fonda oggi su meccanismi che minimizzano i rischi e permettono di offrire trattamenti con tutte le garanzie possibili.

Se hai dubbi o necessiti di ulteriori informazioni, il nostro team è sempre disponibile per chiarirli con la massima trasparenza.